Scheda
Dead man walking
Mercoledì 10 Dicembre 2008
Aula 24 - Collegio Urbano - ore 13.15
Dead man walking è un film che richiede una visione informata intorno al tema sulla pena di morte. A tal proposito vi consiglio vivamente di visitare il sito della Comunità di sant'Egidio che sta lavorando molto bene affinché la pena di morte sia abolita in tutti i paesi
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dopo la visione del film
Una condanna a Morte è risposta alla giustizia? Giustizia è fatta?
Dignità. La responsabilità a stessi si manifesta in quella verso altri. Coltiviamo la dignità.
Anup Gonsalves
Un lavoro molto toccante, fatto con sensibilità e cuore in accordo con la coscienza della persona, il suo bene.
La suora ha saputo aiutare l'uomo, prima di morire, a dire la verità e a credere che anche lui era figlio di Dio.Irene Mpundu Sampa
1. la dignità umana viene difesa fino all'ultimo respiro.
2. Ogni santo ed ogni peccatore hanno sempre bisogno di essere accompagnati alla morte.
Noi, difendiamo la vita, sempre. Grazie.Thuy Ngueyen
Sono stata colpita dal coraggio di sr Hellen.
Ha veramente espresso l'amore che Gesù ha avuto per i peccatori e i rinnegati.Geraldine Emenyonu
Approfondimenti
"Dead man walking!" è l'espressione che usano comunemente i carcerieri americani per annunciare l'ultima camminata del condannato a morte dalla sua cella alla stanza dell’esecuzione. Un "uomo morto che cammina". Il film fa una descrizione quasi documentaristica del momento dell'esecuzione, per colpire con la crudezza delle immagini, lasciando comunque alla riflessione dello spettatore qualsiasi giudizio.
Suor Helen Prejean è una religiosa americana delle “Sisters of Saint Joseph of Medaille”, molto impegnata contro la pena di morte. ha scritto molto su questo argomento. In italiano ci sono due testi particolarmente interessantidi di suor Helen Prejean. Il primo è più conosciuto grazie al film (Dead man walking. Condannato a morte, pubblicato da Bompiani nel 1999). Il secondo (La morte degli innocenti. Una testimonianza diretta sulla macchina della pena di morte in America, pubblicato dalle edizioni san Paolo Edizioni nel 2008), lo recensiamo qui:
Mossa dall'anelito di giustizia sociale che deve permeare l'azione dei cristiani, sr. Helen Prejean racconta da testimone oculare l'esecuzione di due uomini che ha accompagnato nel periodo della loro detenzione nel braccio della morte, convinta che i due condannati a morte di cui parla - Dobbie Gillis Williams e Joseph Roger O'Dell - fossero innocenti. Non sorprende che entrambi siano poveri. Al settembre 2004 dal braccio della morte sono state rilasciate 117 persone condannate ingiustamente, purtroppo Dobbie e Joseph non sono stati così fortunati. La fede cattolica è il catalizzatore che ha ispirato suor Helen a seguire il cammino di Gesù che si è messo dalla parte dei poveri, degli emarginati e dei disprezzati e, anche da queste pagine, ricche di riflessioni personali e intessute di analisi vibranti sulla giurisprudenza attuale, traspare la passione con cui suor Helen lotta per l'abolizione della pena capitale, una passione che tutto il mondo ha conosciuto con il suo libro precedente, "Dead Man Walking: Condannato a morte". Descrizione tratta da www.unlibro.it
Abolizione della pena di morte in Burundi
Bujumbura (Agenzia Fides 24/11/2008)
“Il Parlamento Burundese ha abolito la Pena di Morte nel Paese adottando una nuova legge penale con 90 voti a favore, nessuno contrario e 10 astenuti. Proprio ora che la regione dei Grandi Laghi è scossa da un nuovo conflitto con conseguenze gravi sulla popolazione, dal Burundi viene invece un segno positivo e di speranza per tutta la regione” afferma un comunicato inviato all'Agenzia Fides dalla Comunità di Sant'Egidio. “Una decisione storica che per la prima volta abolisce la Pena capitale nel martoriato paese africano.
Tutti i prigionieri attualmente in carcere e condannati a morte avranno commutata la pena in ergastolo.
L’abolizione è avvenuta anche a seguito della partecipazione del Ministro della Giustizia burundese agli Incontri con i Ministri della Giustizia Africani organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio in questi anni, di cui l’ultimo il 29 settembre 2008 a Roma.
La Comunità di Sant'Egidio - che ha lavorato intensamente in questi anni a livello mondiale e a fianco di numerosi Paesi africani, si congratula per la decisione storica presa dal parlamento burundese che contribuisce a diffondere una cultura della vita che delegittima la pena di morte e incoraggia una riduzione della violenza e percorsi di riconciliazione di convivenza pacifica anche in Paesi, come il Burundi, che hanno subito l’esperienza terribile del genocidio e che hanno deciso di rinunciare alla pena di morte come strumento di giustizia. È un altro passo avanti nella battaglia per un mondo più giusto ed umano”.





