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«Resta un’esperienza
di eccezionale valore
l’aver imparato...
a guardare
i grandi eventi
della storia universale
dal basso, dalla prospettiva degli esclusi,
dei maltrattati,
degli impotenti,
degli oppressi
e dei derisi,
in una parola,
dei sofferenti»

Dietrich Bonhoeffer

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La Città dell'Altra Economia
a Roma
 


L'Altra Economia

Il fine di quelle che amo definire "alcune chiacchierate su forme di economia 'altra'" è quello di acquisire informazioni alternative a quelle proposte dal mercato tradizionale. Se alcuni Istituti sono molto avanti nella conoscenza delle nuove forme di mercato ed hanno creato enti e associazioni per promuoverlo, altri sono completamente estranei agli sforzi dei primi e, a volte, non in sintonia con gli stili che propongono. Spesso infatti non si comprendono a fondo le dinamiche economiche che appoggiano il mercato che viene alimentato con le nostre spese e i nostri consumi.
Mi son messa in mente di fornire una documentazione su idee e forme alternative di economia, sarà compito di ciascuno fare scelte in relazione al carisma e alla missione che la propria famiglia religiosa ha assunto nell’ambito ecclesiale ed umanitario. Perciò verrà osservato, e spero messo in risalto, quel piccolo potere che ci concede la nostra epoca: il potere del consumatore. Sappiamo che questa parola non esprime la dignità, l’intelligenza, l’industriosità di persone che usano i prodotti che la natura fornisce; l’ingegno di ciascuno è capace di trasformare le risorse naturali facendone utensili che sono fondamentali o che migliorano gli stili di vita, ma a volte (ed oggi nella maggior parte dei casi) superflui.
Qualche volta, senza esserne pienamente consapevoli, attraverso i prodotti che compriamo, entriamo a far parte di un circolo vizioso e inneschiamo a nostra volta una catena iniqua. L’acquisto di prodotti familiari alle nostre abitudini quotidiane o che compaiono sulle nostre tavole genera miseria e dipendenza nel Sud del mondo e ci rende complici dello sfruttamento delle persone o della distruzione della natura. Il loro acquisto è sollecitato dalle più svariate forme di pubblicità che spesso fanno leva su un sottile convincimento del consumatore. Egli è il destinatario finale di tutti i prodotti del mercato, egli è manovrabile, prevedibile, facile da gestire; i suoi gusti e le sue esigenze possono essere pilotate in base alle leggi del mercato.
Possiamo dimostrare che non è vero.

Il caffè che gustiamo, l’acqua che compriamo in bottiglia, il legno pregiato di alcuni mobili, le gomme delle nostre auto... fanno parte di una macchina complessa che determina il destino di milioni di persone e compromette i fragili ecosistemi che si concatenano e, mentre fino a quel momento questi beni naturali avevano generato la vita, introdotti in questo secondo circolo, causano morte. Così per diversi popoli la coltivazione della terra, l’allevamento del bestiame, la pesca, l’estrazione di materiale minerario… sono una vera e propria schiavitù che, associate allo sfruttamento delle terre, si trasforma in minaccia per gli equilibri ambientali. Deforestazione e impoverimento sociale feriscono il genere umano e la terra, provocando per milioni di persone l’allontanamento dalle loro terre e generando la folla di profughi che ben conosciamo e che si addensa ai margini delle grandi città del Nord e del Sud del mondo.

Il corso è inserito all'interno di un Master per economi di comunità. Per informazioni: prof. Aitor Jiménez Echabe cmf


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